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La storia della masseria Cassiere inizia con la dinastia ducale Caracciolo del Leone, che affrontò, a partire dalla fine del ‘700, un intenso programma di colonizzazione rurale dell’esteso feudo mottolese del Duca di Martina, disboscando i millenari, fittissimi boschi di querce per ricavarne seminativi e pascoli, ovvero la dotazione di terre coltivabili delle nuove masserie che venivano via via costruite.

Alla fine del XVIII secolo nasceva, per iniziativa del duca Placido Caracciolo, il primo nucleo della masseria, nelle terre della Difesa di Selvadritta Piccola e del Parchitello di Giovan Maria Rizzi, toponimi seicenteschi di boschi di proprietà ducale. Il primo nome della masseria fu, infatti, Giammariarizzi, ma già agli inizi dell’800 i mottolesi la chiamavano Cascieri o Cassiere.

Il nucleo originario della masseria venne notevolmente ampliato nel corso dell’800 sino ai primi decenni del ‘900, attraverso contratti di affitto della durata di sei anni che prevedevano, di volta in volta, la costruzione di enormi lamioni per le abitazioni degli affittuari e dei gualani, ovvero per le stalle, i laboratori, i magazzini.

Nel corso dell’800 la masseria di campo di Cassiere si specializzò nella produzione di grano, avena, orzo e foraggi, ospitando allevamenti di bovini, dai quali venivano ricavati ottimi formaggi per il consumo e la vendita. Nell’azienda ottocentesca risiedevano stabilmente almeno venti abitanti, oltre a decine di lavoratori stagionali, che erano ospitati nelle varie fasi delle lavorazioni agrarie.

Nel 1849, con la morte di Maria Argentina, figlia ed erede del fondatore Placido Caracciolo, la masseria passò in eredità al marito Nicola De’ Sangro, Conte di Brienza, rampollo di una importante casata nobiliare abruzzese, che ebbe in proprietà Cassiere sino al 1978, con i duchi Placido e Riccardo De’ Sangro.

Dopo un fugace passaggio ereditario nelle mani del nobile siciliano Giuseppe Lanza di Mazzarino, la masseria venne acquistata nel 1979 dai coniugi Teresa Mangini e Gennaro Schiavone, già affittuari. Infine, dal 2000, la magione è divenuta di proprietà di Maria Grottola e Sergio Natale Maglio, che vivono qui con i figli, Francesco e Andrea. In parte, l’hanno recentemente adibita a bed & breakfast.